Massimiliano, dalla crisi a un lavoro migliore

Aggiornato il: 29 gen 2019


7 Maggio 2018 | di Iolanda Barera




Massimiliano Grosso, 46 anni, lavora a Milano in Avanade, una multinazionale americana. È un project manager senior, gestisce progetti informatici di grandi dimensioni per grandi aziende, è soddisfatto. Ci è approdato nell’ottobre 2016, dopo un anno di ricerca (molto intensa) di un nuovo impiego: è stato un felice epilogo di un brutto periodo sul fronte professionale.


Gli è successo quello che è capitato a molti in questi tempi a causa della crisi. Non il peggio, non è stato licenziato, ma il suo posto nell’impresa per cui lavorava da 10 anni (dove era cresciuto molto


professionalmente e dove stava bene) a un tratto non era più così sicuro. C’era meno da fare e chi, come lui, aveva fatto carriera rischiava di “costare troppo”.


“Le cose sono peggiorate quando abbiamo perso una grossa commessa. Ho avuto il sentore che non avrei potuto rimanere ancora a lungo in quella posizione in quella azienda” racconta Massimiliano, che temendo un demansionamento e, in prospettiva, magari di poter rimanere disoccupato, si è messo a mandare cv. A tutto spiano, aveva anche la responsabilità di una figlia in arrivo: “Non ho mai cercato così potentemente”. Si era già “messo sul mercato” in vita sua: dopo la laurea (è un ingegnere elettronico) ha cambiato due-tre posti. Parliamo di molti anni fa, prima della crisi, ed è stato semplice: “Una volta un ex collega ha fatto il mio nome nella sua nuova azienda e mi hanno chiamato” ci racconta.


Ma nel 2015/2016 si è trovato di fronte a una situazione diversa. Per sette mesi ha risposto ad annunci su Monster, Linkedin e tutti i siti possibili immaginabili, inviato centinaia di candidature, senza ottenere colloqui o quasi: di sicuro nessuno che rispondesse alle sue aspettative.


E si stava quasi deprimendo: “Cominciavo a pensare di dover rivedere le mie richieste economiche, insomma di dover iniziare a svendermi. E a 45 anni dover ricominciare da zero non era un’idea allettante”. Però non voleva e non poteva lasciarsi andare e ci ha provato con ancora maggiore convinzione. A un certo punto ha fatto anche delle sedute di career coaching basato sull’analisi musicale.


“Mi sono ricordato di una coach che avevo incontrato anni prima a un aperitivo business, uno di quegli eventi organizzati tramite Linkedin. Ho pensato che avrebbe potuto aiutarmi”. Nei fatti si è rimesso in gioco con nuovo impeto e una migliore strategia, ha contattato tutte le persone con cui aveva collaborato, il network che si era costruito negli anni. “Telefonavo e, senza pietismi, dicevo: Mi sto guardando intorno, se ci sono opportunità, parliamone”.


E alla fine i risultati sono arrivati. “A settembre avevo ottenuto cinque colloqui: quattro si sono tramutati in offerte e due di queste in particolare erano interessanti” racconta. Il mese dopo è entrato in Avanade: “Un’azienda in crescita, che fa curriculum”.


Alla fine ne è uscito bene. Ha un lavoro simile al precedente, ma con condizioni migliori: “Sono passato da una realtà italiana di piccole dimensioni a una multinazionale, collaboro anche con persone che stanno in India, negli Usa o nelle Filippine. Guadagno circa il 20% in più di prima e ho maggiori benefit, assicurazione sanitaria, formazione obbligatoria e, persino, un’auto aziendale più bella”.


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Original post: http://nuvola.corriere.it/2018/05/07/massimiliano-dalla-crisi-a-un-lavoro-migliore/

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