Una storia di NoteDiCoaching

Aggiornamento: 24 gen 2019

26 gennaio 2018 | di Tullia Martiradonna



L’ascolto


Le note di Maceo Parker risuonano nella sala decise: il ritmo è un funky misto a be-bop, con il coro che sottolinea e prepara l’ingresso di un sax acido, seguito dagli altri strumenti.


Il Manager scrive assorto e attento alla musica.


Segue un brano brasiliano moderno: la voce di Ivan Lins propone un testo impegnato, legato alla rinascita personale, accompagnato da una musica dolce, nostalgica, semplice.


Ed ecco Ray Gelato, grande crooner, che interpreta con allegria uno standard jazz degli anni ’30. La composizione della Band è classica, ancora il sassofono si impegna in un assolo, breve, divertente, ascoltabile.


Lascio scorrere i brani fino a quando il Manager è intento a scrivere.


Ho chiesto al mio Partner di “annotare ciò che la musica suggeriva”, senza ulteriori indicazioni.


Ed ora l’analisi: chiedo al Manager (che chiameremo Partner) di addentrarsi nell’analisi tecnica dei brani: quali strumenti, la struttura dei brani, che tipo di melodia, la funzione del coro. E’ un’analisi che chiunque può fare, senza essere un esperto musicista.


Il Partner evidenzia che il primo brano in qualche modo lo sorprende, deve fare uno sforzo per ricordare, succedono “delle cose che non si aspetta”. In qualche modo, crea ansia.


Nel secondo sottolinea una disarmonia tra testo (impegnato, esistenziale) e musica (troppo “banale”).


Con il terzo ”si sente a casa”: conosce il brano, riconosce la struttura, è energetico e divertente; è il più vicino. Simpatia, festa. (in questo brano) “LE COSE SUCCEDONO QUANDO ME LE ASPETTO”.


L’analisi tecnica sfora già nelle sensazioni.


Cosa succede prima


Prima dell’ascolto dei tre brani, il Partner esprime la necessità personale di “essere più brillante in Società” (il Partner in questione è un uomo di relazione, riconosciuto per le sue abilità e competenze, ma che deve sviluppare costantemente la propria rete). Nel corso della definizione dell’obbiettivo personale da raggiungere, sottolinea che a volte percepisce ostilità nei suoi confronti.


Il Ponte


Ora creiamo il “PONTE” tra la sua necessità dichiarata e ciò che è risultato dall’ascolto dei brani: “Mi sento più a mio agio quando sono su un terreno mio. In caso di DISARMONIA (disarmonia tra contenuto del testo e complessità – o mancanza di complessità – musicale, secondo brano), sono irritato. E nel primo, sono a disagio perché non so cosa succede”.


Il Partner è a proprio agio quando le cose succedono quando se le aspetta. Ma riportando questa affermazione nella vita sociale, in un contesto relazionale non noto, cosa succede? Una persona DISARMONICA (rispetto all’educazione, alle convenzioni, al rispetto dell’altro anche in modo superficiale, 2 quasi per scherzo o per spacconeria), viene percepita come DURA e OSTILE. Parte un giudizio di chiusura. In realtà, esaminando alcune situazioni, e lo svolgersi successivo della relazione, il Partner si accorge che la persona giudicata ostile nei suoi confronti, non è in realtà ostile verso di lui, ma semplicemente ha un atteggiamento precostituito, non spontaneo. Il Partner percepisce la “falsità convenzionale” come ostile. La falsità convenzionale non fa vedere le reali intenzioni della persona. Quindi il Partner non sa cosa succede, non riesce a prevedere e quindi prova ansia (non riesce a controllare?).


Risultato della sessione:


Dopo l’ascolto dei tre brani, le successive riflessioni e l’aggancio con l’obbiettivo, Il Partner ora ha la consapevolezza che in un ambiente sconosciuto una persona che si comporta seguendo regole legate alla “falsità convenzionale” non è necessariamente ostile a lui.


Quindi può certamente osservarla con più distacco, sospendendo il giudizio e non “chiudendosi” come conseguenza di averla percepita ostile. Il vantaggio della sospensione del giudizio è quello di non diventare ostile a sua volta, cosa che sicuramente verrebbe percepita dall’altro.


Rispetto all’obbiettivo:


Approfondimento del perché alcune persone risultano come prima impressione “non congeniali”.


Consapevolezza del suo percepire alcune persone come ostili e “accoglimento” di questa sensazione. Alcune persone non hanno un comportamento ostile nei suoi confronti , ma hanno un atteggiamento non spontaneo in generale. E’ il comportamento non spontaneo che viene percepito come ostile.


Sospensione del giudizio verso queste persone; quindi più apertura e voglia di ascolto.


Riconoscimento di cosa provoca ansia.


“Essere più brillante in società” come necessità personale andrà ancora approfondita; sicuramente è stato analizzato e “smontato” il sentimento negativo di fronte a persone che presentino atteggiamenti DISARMONICI (“sono disarmonici rispetto al mio sentire, ma non è detto che siano ostili nei miei